slide_2
slide_3
slide_4
testata_bigiotteria
testata_rimowa2
rimowa

LE NOSTRE PROPOSTE



galleria_1
galleria_2
galleria_3
galleria_4
galleria_5
galleria_11
galleria_6
galleria_12
galleria_7
galleria_8
galleria_10
galleria_9
galleria_13
galleria_14
galleria_15

"Noblesse oblige".

Anni 30/40

Un riconoscimento principesco per la regina delle profumerie. Corre il 1932 e Maria José, sposa dell'erede al trono Umberto di Savoia, si trova a Pescara per un impegno ufficiale (la premiazione dell'allora famosissima Coppa Acerbo di automobilismo) nel quale tutta la sua grazia e la sua bellezza devono rifulgere al massimo splendore. Un messo della Real Casa si reca allora nel negozio aperto da Umberto Femminella nel 1924 e presto divenuto punto di riferimento per la classe e l'eleganza. Una lussuosa limousine nera preleva lui e tre lavoranti per condurli al cospetto dell'affascinante principessa belga che si affida alle loro cure.
Detto fatto. Le foto scattate nell'occasione ci restituiscono una Maria José semplicemente splendida e la cosa non deve essere passata inosservata neppure nell'ambiente aristocratico (la coppia era ospite del barone De Riseis), se è vero come e vero che di lì a qualche giorno un altro messo raggiunge il negozio Femminella, ma stavolta per portare un inatteso segno di riconoscenza dei principi: un pacchettino infiocchettato di azzurro Savoia, una scatolina con una coppia di gemelli in argento e smalto con le effigi del casato e la U di Umberto.
Un gesto di omaggio alla maestria e alla raffinatezza del ventinovenne Umberto e della signora Amelia che curavano i settori della parruccheria, dei profumi e dei cosmetici, in cui il nome Femminella a Pescara e in Abruzzo è diventato un marchio di garanzia. La bufera del conflitto mondiale spazza via con la furia dei bombardamenti il primo negozio del genere nella regione e nella città di Gabriele d'Annunzio, ma non la voglia di fare della famiglia, che si rimbocca le maniche, riscostruisce, rinasce come l'araba fenice cresce.

Anni 50/60

Gli anni del dopoguerra sono quelli dello sviluppo, dell'incremento di "griffes" che dettano legge nel mondo della moda. Ne è passato di tempo da quando Umberto poteva sfoggiare come fiore all'occhiello il logo di Elizabeth Arden, al quale adesso si aggiungeva Guerlain, e poi Lancôme, Helena Rubinstein, e via via tutti gli altri, sempre per primi, sempre in anticipo sugli altri. La Profumeria Femminella è una tappa obbligata nel panorama della bellezza e dell'eleganza. Allora come oggi.
L'attuale sede di via Nicola Fabrizi è stata scelta nel 1967 ed è per antonomasia "la profumeria": non segue le mode, le fa; non segue la concorrenza, si fa inseguire (e mai raggiungere). Nei trecento e oltre metri quadri su due livelli fa mostra di sé il meglio della produzione mondiale nella cosmesi, nella pelletteria e nell'accessoristica; e dove non bastano le già irresistibili tentazioni del "bello e utile", interviene una delle tante commesse altamente specializzate a indirizzare, far provare, consigliare le clienti e i clienti negli ambienti dove le fragranze danno vita a un mix seducente, caratteristico, tipico e inconfondibile. Nel 1999 la Fenapro ha attribuito alla Profumeria Femminella una targa d'onore per aver contribuito all'immagine e allo sviluppo della profumeria italiana e due anni dopo il marchio è stato esportato a Chieti, nel centralissimo corso Marrucino, bissando tutti i caratteri che ne avevano costruito l'inscalfito e crescente successo a Pescara. Allure, glamour, esclusività, una classe che attraversa il tempo e lo scandisce con la ricercatezza e con quel tocco inebriante del "quid" che contraddistingue. Per dire tutto bastano tre parole appena: Profumeria Pelletteria Femminella.